lunedì 16 giugno 2014

dov'è la pulce?

Francesco Cevasco ha scritto una bella frase di commento, crudele, su Genova. Provocatoriamente gli chiediamo cosa pensa dell'imprevisto e repentino acquisto della Sampdoria da parte di un personaggio pittoresco della 'fauna cinematografara' romana. Il calcio c'entra poco in 'bollezzumme' ma è anche vero che io indosso la sciarpa del Genoa sempre ... per cui una divagazione sul tema ci sta!
  
Ecco quindi una brevissima storia di Michele Capozzi calciatore. (Riconoscete il 'nostro' nella fotografia?). La scrivo in Italiano perché mi è venuto spontaneo farlo e la spontaneità è tutto.

Il 'capozzino' calciatore dimostra sin dai suoi dieci anni grandi doti di controllo palla, visione di gioco, passaggi smarcanti. Il fisico non lo aiuta ma sono gli anni che 'gli abatini' escono dalla penna di Gianni Brera ed il 'capozzino' diventa 'riverino', oltre che 'pulce', il 'nickname' oggi di Messi. Prima media all'Istituto Arecco dei Gesuiti e poi medie e liceo al Cristoforo Colombo. Pur lasciando i banchi dei gesuiti, 'riverino' continua a frequentare gli stadi di San Desiderio, di proprietà dei religiosi, nei suoi vari campionati da sette, nove ed undici giocatori.

Testa alta, piedi buoni, destro e sinistro, ala nei campi piccoli, si scopre anche un incontrista inusuale per il suo fisico gracilino e, verso i 15-16 anni, diventa uno dei primi liberi di costruzione dei campetti di periferia a copia di una rivoluzione calcistica che promosse Occhetta nell'amato Genoa e, nella nazionale Italiana 1970, Cera, mediano del Cagliari di Riva e Albertosi. Oscuri mediani distruttori del gioco altrui che diventano costruttori simultanei del proprio. Un libero moderno. E anche un ruolo dove si può rifiatare e correre di meno, perfetto per il gracilino 'riverino'.
Ci fu la fondazione dell’U.S. Castelletto, all'origine maglie rosse e pantaloncini bianchi, (come nella foto) e poi maglia grigia coi bordi e le braghette azzurre. La carriera di 'riverino' o 'pulce' fu stroncata prima della fine del liceo classico dall'insistenza della mamma del campioncino di lasciar perdere lo sport per lo studio. 
In una partita amichevole tra 18enni e 16enni, in cui uno dei più bravi dei piccoli aveva il delicato corpicino di un dodicenne il nostro 'pulce-riverino' superò l'esame dei vari allenatori che pronosticavano grandi fortune calcistiche in concomitanza di qualche cura ricostituente, ma non quello della mamma preoccupatissima per il figlioletto....


Il 'nostro' mollò a poco a poco il calcio di periferia e decise di dedicarsi alla esplorazione dell' anima negli anfratti scuri e curiosi e perversi della sessualità… reinventando la pornologia ...!

U.S. Castelletto, 1962. Dov'è la pulce?

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